Cos'è?


Voce alla Poesia, voce ai poeti, specie a quelli meno conosciuti.

Voce di terra, di vento e di dialetto .

Voce di uomini e donne terribili.

Voce a volte anche mia..manina piccola che cerca la tua.

venerdì 5 luglio 2013

Anime salve - Fabrizio de Andrè


Mille anni al mondo mille ancora 
che bell'inganno sei anima mia 
e che bello il mio tempo 
che bella compagnia 

sono giorni di finestre adornate 
canti di stagione 
anime salve in terra e in mare 

sono state giornate furibonde 
senza atti d'amore 
senza calma di vento 
solo passaggi e passaggi, 
passaggi di tempo 

ore infinite come costellazioni e onde 
spietate come gli occhi della memoria 
altra memoria e non basta ancora 
cose svanite facce e poi il futuro 

i futuri incontri di belle amanti scellerate 
saranno scontri saranno cacce coi cani e coi cinghiali 
saranno rincorse morsi e affanni per mille anni 
mille anni al mondo mille ancora 
che bell'inganno sei anima mia 
e che grande il mio tempo che bella compagnia 

mi sono spiato illudermi e fallire 
abortire i figli come i sogni 
mi sono guardato piangere in uno specchio di neve 
mi sono visto che ridevo 
mi sono visto di spalle che partivo 

ti saluto dai paesi di domani 
che sono visioni di anime contadine 
in volo per il mondo 

mille anni al mondo mille ancora 
che bell'inganno sei anima mia 
e che grande questo tempo che solitudine 
che bella compagnia


« [Anime salve] trae il suo significato dall'origine, dall'etimologia delle due parole "anime" "salve", vuol dire spiriti solitari. È una specie di elogio della solitudine.
Si sa, non tutti se la possono permettere: non se la possono permettere i vecchi, non se la possono permettere i malati. Non se la può permettere il politico: il politico solitario è un politico fottuto di solito. Però, sostanzialmente quando si può rimanere soli con sé stessi, io credo che si riesca ad avere più facilmente contatto con il circostante, e il circostante non è fatto soltanto di nostri simili, direi che è fatto di tutto l'universo: dalla foglia che spunta di notte in un campo fino alle stelle. E ci si riesce ad accordare meglio con questo circostante, si riesce a pensare meglio ai propri problemi, credo addittura che si riescano a trovare anche delle migliori soluzioni, e, siccome siamo simili ai nostri simili credo che si possano trovare soluzioni anche per gli altri.

Con questo non voglio fare nessun panegirico né dell'anacoretismo né dell'eremitaggio, non è che si debba fare gli eremiti, o gli anacoreti; è che ho constatato attraverso la mia esperienza di vita, ed è stata una vita (non è che dimostro di avere la mia età attraverso la carta d'identità), credo di averla vissuta; mi sono reso conto che un uomo solo non mi ha mai fatto paura, invece l'uomo organizzato mi ha sempre fatto molta paura. »


(Fabrizio De André, Elogio della solitudine, tratto da Ed avevamo gli occhi troppo belli)



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