Cos'è?


Voce alla Poesia, voce ai poeti, specie a quelli meno conosciuti.

Voce di terra, di vento e di dialetto .

Voce di uomini e donne terribili.

Voce a volte anche mia..manina piccola che cerca la tua.

lunedì 20 gennaio 2014

Gli occhiali di Edo - Scraps Orchestra


Non sono mica matto è solo il  mio pensiero a zoppicare
con i miei occhi ci vedo come un gatto fin dentro la risacca oltre la linea del male

Che ci sono occhi per rivedere occhi bagnati per rinunciare
occhi per un tempo a scadere rotondi e sinceri come un buon vino ad invecchiare

Lungo viali lastricati dal vento accovacciati davanti al rumore
come architetti ingenui del lamento abbiamo affollato ridendo la sala d'attesa del cuore

Che a prendere e a comprendere ci vuole la stessa lenta commozione
che a comprare e poi rivendere occorre la stessa insipida intuizione

Che questi sono angeli in salita custodi del nostro cauto modo di invecchiare
sono i mandati di un'infanzia sbiadita di questa vita dolcemente a scalare

Noi si che ce lo meritiamo questo posto in doppia fila
questi calli da buon samartiano questa faccia imbrattata da uno nessuno e centomila

E dio che è il testimone oculare di questa rapida redenzione
dio avrebbe potuto spendere meno del suo tempo a chiacchierare facendo un briciolo in più d' attenzione

Ma se tu avessi potuto vederti con questi miei occhi ad incorniciare
se avessi potuto parlarti di questa storia che non so raccontare...

Tu così bella e imbarazzata davanti ai mie piedi da lottatore
tu così debolmente incastrata tra i proseliti di un dottore

E le parole che non ho mai potuto acquistare le parole sarebbero andate
come un proposito all'altare come scommesse mal confidate come un desiderio ad asciugare

Non sono mica matto, credo
c'è soltanto un gran freddo che fa tremare
ed è questo tutto quello che vedo 
e nessuno in nessun modo ce lo potrà rubare




mercoledì 15 gennaio 2014

Acquistare un paio d'ali e abbandonare il pianeta


Vivo come un cammello in una grondaia
in questa illustre e onorata società
e ancora, sto aspettando, un'ottima occasione 
per acquistare un paio d'ali e abbandonare il pianeta.

E cosa devono vedere ancora gli occhi e sopportare?

I demoni feroci della guerra, che fingono di pregare
eppure, lo so bene che dietro a ogni violenza esiste
il male... se fossi un po' più furbo, non mi lascerei tentare.

 

Come piombo pesa il cielo questa notte
quante pene e inutili dolori.


martedì 14 gennaio 2014

Aspirazioni - Giovanni Giudici


Poi che non scorgo via d'uscita
Nel lume di questa vita

In te rifugio il triste orgoglio
Spessore di questo foglio

E nella mente mi assottiglio
Microbo figlio di figlia d'un figlio

Specchio del nostro doppio io
Ti dò del tu ti chiamo dio


Dio del fratto e dell'intero
Dio del rotondo zero

Dio della lingua dio del muto
Dio del groppo e dio del buco

Dio del suo gelo dio del sole
Dio delle nelle mie parole

Dio dell'acme e del declino
Dio che viaggi il mio destino

Dio del no che si dona
Dio ragione che sragiona

Dio del suo cuore e dio del ventre
Dio che il mio pregare offende

Dio del nada dio del toso
Dio del muro e dio del chiodo

Dio che cammini la tua ombra
Dio che cresci nella tomba

Dio della pasqua sola e stretta
Nella remota cameretta

Dio d'ogni tenero interstizio
Dio del canto nel supplizio

Dio della cane dio scarnito
Dio fiore dio ermafrodito

Dio del pistillo e dello stame
Dio dell'essenza e del letame

Dio neoplasma dio del corpo
Dio dello spermio e dell'aborto

Dio del molle e dio del duro
Dio borsa e coda del canguro

Dio del latte e di taverna
Mi deus pax sempiterna

Dio del fiele e della panna
Dio della monna e della mamma

Dio del bel pianto traditore
Dio della bocca dio d'afrore

Dio del suo vello che nascondi
L'opposta luna dei suoi lombi

Dio del grembo dio del mare
Che mi guidasti a navigare

Dio nostra stella solitaria
E dio del fumo dio dell'aria

Dio con te stesso ricongiunto
Nel vano punto del tuo punto


O via improbabile d'uscita
Dal buio d'una scissa vita

Tra recto e verso in te filtrando
Nel deserto del tuo bianco

Portaci al tuo riposo covo
Tra guscio e pelle intatto uovo

Dove di noi sorride e sta
La minima tua verità



lunedì 13 gennaio 2014

In sta note de piova - Claudio Grisancich


Sfadigo tuto 'l giorno
per no cascar foresto
ne le compagnie che ciassa
in t-el divertimento.
No go 'l gusto del motivo de moda,
go bisogno de distirarli queti
i mii discorsi tra la gente.
No l'ansia disperada
de l'impegno al sabo sera
la stessa mula sempre
che speta là
e le voie che  no vien.

In sta note de piova
'scolto el tempo che cambia
e no posso dormir,
me sponzi le man
do bòcoli rosa
che vien 'vanti e se scondi
tra le s'ciume del mar.

bòcoli=capezzoli


domenica 12 gennaio 2014

Fabrizio de Andrè per me


Processione pomeridiana
un funerale o di novembre
e un bambino in una
golf color tramonto
si fa un po' più uomo
col testamento di Tito.



sabato 11 gennaio 2014

Se al risveglio - Fernanda Romagnoli


Se al risveglio nel corpo labirinto
mi lima un dente occulto,
se allo specchio m'assale il mio volto
con fiori sulle palpebre violetti
con cenere di baci sulle labbra:

lungamente in me fissa mi dilato,
la mia fronte diviene continente,
il timpano un Frejus:
per ogni arteria della dolce terra
s'aduna in me la schiera dgli addii.

Oh il lungo grido, l'ansito del ponte
da cui già il treno dilegua;
l'oscurarsi del magma in furore
che un vento gelido arroccia;
nel buio la frattura dell'aurora!

Il vermiglio singhiozzo che sboccia
su dal mio cuore verso la Tua assenza!
" Lasciami - grida - ancora:
non ho amato abbastanza! "


lunedì 6 gennaio 2014

El brigantin -Biagio Marin


Oltre volte, me fasso 'l mercante
cargo 'l barco de ogio d'uliva
in un porto lontan de Dalmassia,
e lo porto de 'nbriva,
solo 'l sofio d'un largo garbin,
a Trieste che ha bianca la riva.

Comò che 'l svola el gno brigantin!
A Trieste cargo stofe infioràe.
Fassuliti de testa de duti i culuri, 
conpro tele e botane,
e vili per le figie dei siuri.

E co' duta 'sta grassia de Diu, 
fasso vela per l'isole in zo
a fa-'i vogia a le bele croate;
co me 'rivo, le xe dute mate
pel gno brigantin.

Vogi nigri, bele boche riòse,
che tanto spetà ha fato vogiose,
comò ruose, che verze 'l buchin.

Bele rade de puro cristalo
dute blu, trasparinti:
canali sirpinti,
che porta sempre a novo destin.

E l'aria che lampa
de tanti corcali
de isole rosa
de scogi corali,
sensa mai fin.

Cussì naàvega el gno brigantin!

mercoledì 1 gennaio 2014

Chi può contestarvi il diritto di esigere una società migliore?




Se l'opinione del gregge comune 
non sarà tua regola di condotta;

se sarai tollerante con gli altri 
quanto lo sei con te stesso;

se saprai comandare più a te stesso che agli altri;

Se sarai giusto più che buono, 
indulgente e comprensivo specie con i deboli;

se lavorerai pazientemente;

se mai risponderai con un rifiuto ad una richiesta
o ad un'offerta;

se potrai avere ricchezze e onori,
ma non esserne schiavo;

se potrai godere della solitudine, ma non avrai 
paura della compagnia degli uomini e viceversa;

se saprai essere povero e parsimonioso;

se potrai sopportare di buon grado l'oblio
e l'ingratitudine degli uomini;

se saprai camminare da solo senza grucce, 
eccitanti ed illusioni;

se saprai essere infantile coi fanciulli, gioioso coi giovani,
pacato con gli anziani, paziente coi pazzi,
felice coi saggi;

se saprai sorridere, con chi sorride, piangere con chi soffre,
e saprai amare senza essere riamato,
allora, figlio mio, chi potrà contestarti il diritto
di esigere una società migliore?


Nessuno, perché tu stesso, con le tue mani, l'avrai creata!


Pace a voi

Kempis